improvvisazione

Steve Lacy, intervista su Down Beat , Febbraio 1997

“Il jazz che mi piace è una mistura di preparato e non preparato. Il non preparato è anche preparato, e il preparato è anche non........."

preparato. Ci sono quattro margini. L’improvvisazione è uno strumento. Non un fine in sé stessa. E’ una via per trovare musica che non può essere trovata componendo. E la composizione è una via per trovare musica che non si può improvvisare. Forse qualche genio può improvvisare strutture perfette, ma in generale per costruire realmente una struttura linguistica ci vuole tempo per lavorarci sopra, tempo per pensarci e per prepararla. E poi puoi suonarla in un minuto! E’ pronta (preparata). E puoi suonarla in un modo non preparato. Puoi suonarla ogni volta in modo differente, in una maniera improvvisata. Questo è ciò che fa Monk: una struttura preparata che può essere suonata in maniera improvvisata e che può essere elaborata tramite l’improvvisazione. Ciò promuove l’improvvisazione (promulga); il brano non è completo senza improvvisazione. E molto di quello che scrivo è fatto per essere improvvisato. Sta a te stesso farlo crescere... (pausa) Monk mi disse: quello che (sta dentro) c’è all’interno di un brano è ciò che fa si che quello che c’e fuori suoni bene. E’ una definizione di forma molto succinta, ma vera!”.